Quando la stanchezza non è un problema da risolvere
Ci sono stagioni che non chiedono di espandere, ma di raccogliere.
L’inverno è una di queste.
Negli ultimi anni mi sono avvicinata alla Medicina Tradizionale Cinese non come studio, ma come lente attraverso cui guardare la vita. Una lente semplice, quasi ovvia, che parla per immagini e cicli.
Una lente che ti ricorda che non sei fuori tempo se rallenti: sei semplicemente in una fase diversa del viaggio.
Tutti noi siamo circondati dai cicli:
- Giorno e notte. - Inspirare ed espirare. - Le stagioni.
Nessuno si chiede perché di notte il corpo abbia bisogno di dormire.
Eppure ci chiediamo continuamente perché, in certi momenti dell’anno, non abbiamo la stessa energia, la stessa spinta, la stessa voglia di fare.
In MTC l’inverno è governato dall’Elemento Acqua.
L’Acqua è Yin.
Ed è, molto semplicemente, la fase in cui l’energia non va spesa, ma custodita.
Yin non significa debolezza
Se fosse sempre estate, la terra si impoverirebbe.
Eppure con noi facciamo esattamente questo: pretendiamo di essere sempre attivi, presenti, performanti.
L’inverno, invece, ci sussurra il contrario: Vali anche quando non fai.
E forse proprio lì, nel non fare, stai facendo qualcosa di fondamentale: stai preservando energia per ciò che verrà.
L’Elemento Acqua: la batteria interna
Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, l’Elemento Acqua governa i reni e la vescica, ma anche qualcosa di più sottile: la nostra riserva energetica più profonda.
Se togliamo per un attimo il linguaggio orientale, possiamo dirlo così: l’Acqua è la batteria interna.
Quella che non si ricarica con un weekend libero, ma con il rispetto dei cicli nel tempo.
Quando siamo sempre in allerta, sempre reperibili, sempre proiettati in avanti, è come se vivessimo in una eterna estate personale.
All’inizio sembra funzionare.
Poi arrivano stanchezza profonda, irritabilità, paura diffusa, senso di svuotamento.
L’inverno è quel momento dell’anno in cui il corpo (molto più saggio della mente) chiede: per favore, smetti di consumare inutilmente.
Rallentare è riconoscere la fase
Rallentare non significa fare meno per forza.
Significa riconoscere in che punto del ciclo ti trovi.
Ci sono momenti per spingere, creare, uscire.
E momenti per contenere, ascoltare, assimilare.
Forzarsi a essere sempre nella fase attiva è come pretendere che sia sempre mezzogiorno.
Rallentare, in inverno, può voler dire:
• accettare che oggi sei più notte che giorno
• scegliere meno, ma con più presenza
• non riempire ogni spazio vuoto
• non giustificarti se senti il bisogno di stare un passo indietro
E sì, è anche concedersi giorni in cui la cosa più saggia da fare è non fare nulla.
Questo non è perdere tempo.
È rispettare il ritmo.
Piccole abitudini Yin per l’inverno
Non servono rituali complessi.
L’Elemento Acqua ama la semplicità.
• dormire un po’ di più, o almeno ascoltare il bisogno di riposo
• bere caldo: tisane, brodi, acqua tiepida
• mangiare cibi cotti, nutrienti, che scaldano
• muoversi in modo gentile: Yin Yoga, stretching lento, camminate
• proteggere il calore del corpo, soprattutto nella zona lombare
• ridurre stimoli inutili: meno rumore, meno schermi, meno urgenze
Sono gesti piccoli, ma profondamente regolatori.
Non sei in ritardo. Sei in inverno.
Se in questo periodo ti senti più lenta/o, più introspettiva/o, meno performante, con meno voglia di fare, non c’è nulla da correggere.
Forse stai semplicemente rispondendo a una stagione che non chiede espansione, ma custodia.
L’Acqua ci insegna che ogni fiume, prima o poi, rallenta.
E che proprio lì, nel silenzio, si prepara la prossima fioritura.
Con affetto,
Silvia
—
Sunsea Journal
Un luogo dove rallentare non è una colpa, ma una scelta consapevole.